In Primo Piano
L'Editoriale

  • La Destra Anzio, convegno del 29 marzo 2012, l'intervento di Manuel Negri

    PNF IN MOVIMENTO

    martedì 8 maggio 2012

    MASSIMO PIUBELLO CONSIGLIERE COMUNALE!

    Lettera aperta

    Verona, martedì 8 Maggio 2012

    Una scelta coraggiosa: quella di rinunciare alla candidatura di Andrea e puntare su Massimo...una sfida rischiosa ed esaltante: contro "mostri" della politica locale e autentiche macchine da voti...ci siamo messi in gioco, ci siamo pesati elettoralmente...mentre gli altri criticavano, insinuavano, spandevano idiozie e vigliaccate, noi ci abbiamo messo sudore, insonnia, sacrificio, umiltà, lavoro paziente e taciturno. Il risultato ci ha premiato. La rappresentanza politica a Progetto Nazionale è garantita. Per Piero Puschiavo, per Manuel Negri, per Andrea Miglioranzi e per Massimo Piubello: alziamo ancora una volta i calici! La nostra lotta continua, i travasi di bile dei nemici pure! Un grazie a tutti: ai nostri candidati, a chi ha curato l'organizzazione elettorale, a chi ha fatto i gazebo, a chi ci ha sostenuto anche se non era direttamente coinvolto, a chi ha votato il Piube, senza l'apporto di ciascuno di voi non ce l'avremmo fatta...senza grandi sacrifici non si ottengono risultati.
    A nome dei circoli veronesi di Progetto Nazionale Fiamma Futura non posso che andare orgoglioso della nostra piccola ma agguerrita squadra, Uomini e Donne di cui andare fieri.
    Cosa fatta capo ha. PNFF avanti!
    Luca Zampini
    Coordinatore provinciale
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    martedì 1 maggio 2012

    L’ora della chiarezza: a Thiene da una parte gli affari e dall'altra i cittadini


    ASSOCIAZIONE PROGETTO NAZIONALE


    Circoli della provincia di Vicenza

    www.progettonazionale.it  -  info@progettonazionale.ii







    L’ORA DELLA CHIAREZZA:

    A THIENE DA UNA PARTE GLI AFFARI E DALL'ALTRA I CITTADINI



    Gli scenari politici nazionali solitamente variano e spesso non coincidono con le situazioni locali, ma per la tornata delle imminenti elezioni amministrative, trovo allarmante la posizione di molti soggetti che ancora si fregiano con l'epiteto di “essere di destra” solamente per raccogliere il consenso di quella parte di elettorato che non ha ancora completamente aperto gli occhi sulla realtà dei politicanti e dei nani del circo politico nazionale.

    In riferimento alle prossime elezioni amministrative infatti, si nota come all’interno del PdL Thienese (e non solo) una sua parte sia diventata una sorta di “congrega” politicamente confusionaria, ma espressamente chiara nel voler contrastare la rielezione del Sindaco Maria Rita Busetti.

    La falsa alternativa, e qui si chiarisce ulteriormente tutto, si chiama Gianni Casarotto, che in una recente intervista afferma che «…il governo Monti è nato dall’unione responsabile delle forze moderate di centrodestra e di centrosinistra e il coraggio di quel governo sta oggi dando ragione a quanti hanno creduto e fatto quella scelta di responsabilità…». Ecco quindi l’espressione di diretta emanazione di quei poteri affaristici che, a parole, anche il PdL ha sempre dichiarato di voler combattere, ma afflitto dalla sindrome Scilipotiana della “responsabilità”, oggi si trova, sempre pronto e ligio, a svolgere i compitini impartiti sotto dettatura dal Prof. Monti, a sua volta esecutore dei dettami provenienti da Francoforte e Bruxelles.

    Dovremmo gridare all’orrore, ma ci limitiamo ad attendere che l’elettorato si esprima, sperando di riscontrare quel minimo di sussulto che la decenza imporrebbe, se ancora ha un valore la parola dignità. Un sussulto che lo induca a non schierarsi dalla parte dei soliti figliocci dei potentati economici e finanziari, ma da quella parte capace di ricompattarsi, nel rispetto delle specifiche appartenenze politiche-ideologico-culturali, ma accomunata dal senso civico del bene comune della città, intorno al Sindaco Maria Rita Busetti, alla quale la nostra autentica “Destra” identitaria e sociale porta il proprio sostegno elettorale, al di fuori dei “baratti elettorali”, reali cause del fallimento della politica nazionale.



    Piero Puschiavo

    Presidente Associazione “Progetto Nazionale”





    L’Associazione Progetto Nazionale, indica in Claudio Sancinito presente nella lista civica “Centro Destra per Thiene” e in Luigi Piva presente nella lista Lega Nord a sostegno del Sindaco Marita Busetti, i sui riferimenti elettorali, invitando gli elettori thienesi a scrivere sulla scheda uno dei due nomi e cognomi come preferenza, a garanzia della continuità e della certezza di una buona amministrazione.
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    domenica 29 aprile 2012

    Progetto Nazionale presenta, con Piubello, l’idea della banca locale

    Nella mattinata di venerdì 27 Aprile, nella centrale Piazza Erbe, abbiamo presentato il candidato di Progetto Nazionale Massimo Piubello (*), che, oltre al sostegno scontato del proprio movimento, incassa anche quello di uno storico esponente della destra veronese come l’avv. Roberto Bussinello (già MSI e Forza Nuova). Ad appoggiare Piubello anche Manuel Negri, dirigente nazionale de La Destra di Storace e il Segretario Nazionale di Fiamma Tricolore, Luca Romagnoli, che impossibilitato a presenziare per un contrattempo, ci ha fatto pervenire questo gradito messaggio di appoggio e riconoscimento, che qui di seguito andiamo a pubblicare.

    "Piubello rappresenta anche noi, noi coerenti e quindi onesti militanti dell'unica Fiamma che, nonostante tutto, ancora può entusiasmare e muovere sentimenti e passioni di una destra italiana che tanti tradimenti, abiure e rinnegamenti -non richiesti, peraltro- ha subito. Lo sosteniamo, ed invitiamo gli elettori, non solo di simpatie missine, a votarlo per quanto rappresenta politicamente ed idealmente, ma soprattutto perché nella politica mette l'impegno e la passione di una persona per bene. Abbiamo questo orgoglio, Noi della Fiamma, e ci dispiace, anche, che non possa essere condiviso da tanti: coerenza ed onesta, cui aggiungiamo il vero senso della socialità. Non sarà tutto, ma è molto per potersi permettere di "metterci la faccia". Sosteniamo dunque Piubello, per i trascorsi militanti con la Fiamma e per gli stessi motivi che ancora oggi mi fanno essere orgoglioso di aver sostenuto Andrea Miglioranzi, splendido esempio, tra l'altro, di correttezza e capacità amministrativa."

    Luca Romagnoli
    Segr. Naz. Fiamma Tricolore

    Nell’occasione è stato presentato il progetto, a cui stiamo lavorando da circa un anno (l’avevamo lanciato con la nostra lista alle amministrative dell’anno scorso a Bovolone), di una banca del territorio (**), denominata Banca Scaligera, che qui andiamo a sintetizzare nelle sue linee guida:

    “BANCA SCALIGERA”
    Premessa.
    I Comuni italiani, tra crisi economico/finanziaria e tagli governativi draconiani, rischiano una lenta e inesorabile agonia. I Sindaci, lasciati sempre più soli dal governo centrale, stentano a rispondere adeguatamente alle istanze provenienti dalle comunità amministrate. Le somme che i Comuni dovranno versare a Roma, sono fondi inevitabilmente sottratti al territorio. Lo stesso Patto di stabilità che impedisce agli amministratori locali di impiegare somme in disponibilità, non fa che aggravare il “quadro clinico”. Tra drastiche riduzioni sulle voci di spesa, sugli interventi nel sociale, e ritardi nei pagamenti di società che forniscono beni e servizi (con tutte le ricadute tragiche su imprese e famiglie), il futuro che ci attende appare ben delineato, mentre sempre più cittadini, sempre più in difficoltà, attendono risposte ineludibili. La sana, oculata e corretta amministrazione della cosa pubblica è sicuramente il punto cardine, ma oggi può non bastare per far fronte all’emergenza. La crisi finanziaria consiglierebbe, ancora una volta, di guardarci indietro su «come eravamo». Servono idee nuove (magari dalle radici antiche), idee coraggiose, supportate da una grande volontà politica.

    «Il Comune prenda in considerazione l’idea di creare una banca, concepita come Ente morale (vedi vecchia Cassa di Risparmio), al servizio della comunità, ad azionariato diffuso, dove la maggioranza deve necessariamente restare nelle mani del Comune. Il Comune vi deposita tutte le sue entrate fiscali, moltiplicando poi questo asset per un fattore di 9, secondo le regole bancarie internazionali, usando il principio della riserva frazionaria, accettata dal Fmi. La banca, ovviamente, può anche raccogliere i risparmi e i depositi dei privati, così da aumentare la sua capacità di elargire credito. Dato che il Comune possiede la banca, questa potrebbe concedere prestiti (le proprie entrate moltiplicate x 9) a chiunque ne abbia i requisiti, famiglie, piccole-medie imprese industriali, artigianali o agricole e all’amministrazione stessa. Di fatto la banca agirebbe come un’agenzia di sviluppo economico, sostenendo progetti d’investimento, e da calmiere dei tassi d’interesse, concedendo finanziamenti a tassi molto bassi. Si produrrebbe così ricchezza nel territorio e dunque nuovo gettito fiscale, nuovi fondi per la banca; insomma, andrebbe a generarsi un ciclo virtuoso, lontano da squilibri inflazionistici, bolle speculative e ‘derivati’, in sostanza: un’economia non ‘dopata’, ma sana, fondata sul risparmio e gli investimenti. Attraverso una simile operazione, non solo si taglierebbero fuori i tradizionali ‘istituti di debito’, ma si potrebbe seriamente rivitalizzare il tessuto economico e rilanciare lo sviluppo sul territorio, e far fronte alla realizzazione e alla manutenzione straordinaria delle infrastrutture. A questa proposta cardine si potrebbe agganciare la sostenibilità economica anche di altre proposte locale, come progetti indirizzati alle politiche giovanili, al sociale, all’ambiente e per sostenere lo sviluppo.»

    La strada è molto difficile e ne siamo consapevoli, è una proposta coraggiosa e scomoda, che da sicuramente fastidio e che si scontra anche con una mentalità purtroppo diffusa tra la gente, tra i politici e tra gli amministratori, non più capaci di pensare che le alternative per vivere meglio ci sono e sono praticabili, basterebbe volgere lo sguardo, non alla preistoria, ma alla nostra storia, anche cittadina, di qualche decennio addietro. È una sfida che lanciamo a prescindere dagli specifici programmi elettorali dei candidati sindaci che appoggiamo a Verona e provincia. La politica prima o poi, se vorrà fare gli interessi del nostro territorio e della nostra gente, dovrà raccogliere il testimone.

    Andrea Miglioranzi
    Dirigente Nazionale
    Luca Zampini
    Coordinatore provinciale
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    (*) È possibile visionare il servizio della presentazione sul “Tg Verona” di Telenuovo al link: http://www.telenuovo.it/pages/134/325224/TG_VERONA.html
    a partire dal minuto 15:30.
    (**) A seguire l’articolo uscito sul principale quotidiano cittadino.
    L’Arena
    Sabato 28 Aprile 2012
    Numero 117 Anno 147
    Pagina 15
    Cronaca

    PROPOSTE Destra
    Miglioranzi lancia la banca pubblica del Comune
    L’estrema destra veronese si stringe intorno a Massimo Piubello. E ora, a sostenere l’attuale consigliere di quinta circoscrizione che tenta la scalata al consiglio comunale con la lista civica del sindaco Tosi e il supporto di Progetto Nazionale - oltre al segretario nazionale di Fiamma Tricolore, Luca Romagnoli, atterrato appositamente ieri a Verona - spunta l’avvocato Roberto Bussinello, già consigliere comunale e candidato sindaco alle passate elezioni per Forza Nuova. L’avvocato, che 5 anni fa aveva corso da solo, ora dichiara: «Do la mia totale adesione a Piubello per battaglie sociali fondamentali per le famiglie e le attività imprenditoriali veronesi».
    «Siamo una coalizione inedita che individua in Piubello la persona adatta a portare avanti le idee della nostra associazione», ha detto ieri Miglioranzi in occasione della presentazione del progetto Banca Locale dal responsabile della linea politica di Progetto Nazionale Manuel Negri. Un’idea, quest’ultima, che punta a rilanciare l’economia locale con la creazione di una banca pubblica che abbia come principale azionista, al 51% il Comune. •C.Baz.
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    sabato 28 aprile 2012

    Thiene. Un incontro per spiegare la crisi economica, il ruolo delle banche, e discutere le proposte per la città

    Sabato 28 aprile alle 18 nella Sala Miotto a Thiene l’Associazione Progetto Nazionale organizza il convegno pubblico ‘Prospettive e proposte per Thiene’ incentrato su temi economici. Saranno presenti il sindaco di Thiene Mariarita Busetti, il dirigente nazionale La Destra Manuel Negri, l’economista e monetarista Savino Frigiola, il candidato consigliere Centro Destra Thiene Claudio Sancinito e il candidato consigliere Lega Nord Luigi Piva.
    L’intervento di Manuel Negri sarà concentrato sul concetto di banca locale, un tema importante secondo i candidati consiglieri presenti, visto che in questo momento storico-economico le risorse finanziarie sono spesso inaccessibili proprio a causa del blocco del credito da parte degli istituti bancari ordinari.
    Savino Frigiola, è un esperto monetarista e autore di libri nei quali accusa proprio le banche, gestite da banchieri privati, che controllano il sistema economico-finanziario mondiale di essersi accordate anni fa per procurare la crisi economica.
    Questi personaggi rappresenterebbero secondo Frigiola la ‘cupola bancaria’ che oggi, si chiama Banca centrale Europea.
    Oltre alle cause meno note di questa epocale crisi il professore spiegherà anche la soluzione per rilanciare l’economia globale concentrandosi principalmente sul tema monetario.
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    venerdì 13 aprile 2012

    Lega Nord frutto organico al sistema


                Come sempre, la rivoluzione massonica mangia i suoi figli: stavolta è il turno di importanti leghisti. Niente di nuovo sotto il Sole. E se ancora ve ne fosse bisogno, gli accadimenti di questi giorni dimostrano la presenza di una regia extra-politica che pone e dispone come meglio crede. È infatti singolare la potenza della polemica mediatica messa in moto nei confronti dei “mangioni” leghisti rispetto ad altri mangioni, anche più insaziabili, passati in secondo piano (ammesso che siano mai stati messi in primo piano). Il riferimento è a tutti i maggiori esponenti politici e partitici di questo amato quanto umiliato e bistrattato Paese. L’illustre Presidente della Repubblica, da universitario fascista prima, comunista fedele poi, per assumere infine le vesti odierne del convinto mondialista, era a conoscenza dei finanziamenti illegali operati a beneficio del PCI. Lo ricordò Bettino Craxi durante un interrogatorio al quale lo sottopose l’allora PM Antonio Di Pietro. Secondo un’indagine giornalistica di un’emittente televisiva tedesca, quando il Presidente rivestiva la carica di eurodeputato, egli soleva gonfiare i rimborsi per spese di viaggio. Il leader del PD lombardo Filippo Penati, numero due del segretario nazionale Pierluigi Bersani, è indagato per corruzione: due milioni di euro in tangenti tra 2001 e 2010. Il tesoriere della Margherita Luigi Lusi, intimo del Segretario nazionale dell’API di Francesco Rutelli, ha fatto sparire rimborsi elettorali pari ad almeno 13 milioni di euro. Gianfranco Fini, Segretario nazionale di Futuro e Libertà, gestisce il patrimonio del suo ex-partito Alleanza Nazionale da proprietario, vedi casa di Montecarlo. È noto il suo prodigarsi per “sistemare” amici e parenti come nel caso delle nomine RAI, vedi Mauro Mazza alla direzione di Raiuno. Un milione e mezzo di euro alla AT Media della “suocera” Francesca Frau per lo spazio “Per capirti” su Raiuno. Una serie di pressioni su Guido Paglia per ottenere un minimo garantito per il giovane Tulliani nonostante non fosse iscritto nell’elenco dei fornitori RAI. Tre titoli minori venduti a Rai Cinema e sogni di gloria richiusi nel cassetto. Antonio Di Pietro, Segretario nazionale dell’IDV, è unico intestatario degli immobili del suo partito. Possiede amicizie “particolari” che vanno dall’ex-comandante della polizia municipale di Milano Eleuterio Rea (pregiudicato), al mafioso Bulgaro Ilia Pavlov, al bulgaro trafficante internazionale di droga Ivan Slavkov sino al terrorista turco Ahmed Dogan (vedi articolo su Panorama del 31 marzo 2010). Anch’egli come Umberto Bossi non ha saputo resistere a lanciare ed assecondare una carriera politica al figlio Cristiano. Pier Ferdinando Casini, Segretario nazionale dell’UDC, è invischiato nelle faccende delle tangenti Enav, Selex, Finmeccanica. È genero del galantuomo Francesco Gaetano Caltagirone e imperterrito difensore della famiglia, tanto da averne due. Niki Vendola, Presidente della Regione Puglia, Segretario nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà, è investito nello scandalo degli appalti truccati della sanità pugliese.

                La Lega Nord non è la sola o il peggio della politica italiana. Come tutti gli altri “partiti a delinquere”, anche la Lega annovera tra le sue file galantuomini che sono tutt’altro che biscazzieri ed arruffoni, che operano in buona fede. Costoro rappresentano purtroppo una parte minoritaria e assai raramente occupano i vertici dei partiti, posizione spesso appannaggio di individui coscientemente “maneggioni”. Qualche lato realmente “oscuro” va segnalato anche per la Lega, a proposito del ruolo storico da essa svolto sul piano delle privatizzazioni:



    «Un capitolo a parte merita il ruolo svolto dalla Lega Nord nella strategia anglo-americana di saccheggio dell'economia italiana. La Lega Nord, infatti, con la sua politica liberista radicale, è lo strumento politico ideale per realizzare gli obiettivi anglo-americani. La Lega propone la privatizzazione di ogni attività economica in mano allo stato, dall'energia ai trasporti, dalle industrie di difesa alla Rai. Se si realizzasse la politica della Lega, non occorrerebbe sancire la secessione del Nord dal Sud (e infatti Bossi ha abbandonato il progetto di “Repubblica del Nord”, definendola una “provocazione”), in quanto la Repubblica italiana si frantumerebbe da sé. Allo stato centrale, infatti, secondo i leghisti, resterebbero solo i poteri di battere moneta, di difesa e di politica estera. Ma, poiché il primo è saldamente nelle mani della Banca d’Italia e il secondo, come gli stessi leghisti affermano, sarà delegato a strutture sovra nazionali nell'ambito dei nuovi scenari di guerre Nord-Sud, lo stato nazionale italiano sarà una vuota carcassa. Ecco perché la Lega è stata appoggiata dai media che fanno capo alla City di Londra (Economist, Financial Times) e a Wall Street (Wall Street Journal, Time). E' difficile scoprire diretti legami tra questi centri finanziari internazionali e la Lega, anche se si può ipotizzare l'esistenza di contatti nell'ambito di canali massonici. Certamente si nota una straordinaria coincidenza tra l'ideologia leghista e i programmi sviluppati da certi centri studi. Un esempio: la trasformazione dell'Italia in “macroregioni” è una politica ufficialmente promossa dalla Fondazione Agnelli, che alla fine del 1990 avviò un progetto chiamato “Padania”, poi presentato in un convegno tenutosi a Torino l'11 e il 12 giugno 1992, con la partecipazione dell'ideologo della Lega, Gianfranco Miglio. Scopo del convegno fu quello di discutere “soluzioni specifiche, procedurali e/o istituzionali” per l'autonomia amministrativa della “macroregione” Padania, allo scopo di valorizzarne le risorse con “opportune competenze di governo”. Al di là del linguaggio formale, è chiaro che la Fondazione Agnelli promuove il progetto leghista. La Fondazione Agnelli, come è noto, fa capo alla famiglia Agnelli, legata a Enrico Cuccia, il “garante” degli equilibri economico-finanziari tra le grandi famiglie italiane e i centri di potere internazionali, ai quali è collegato tramite la banca Lazard. Checché ne dica Bossi, egli si sta muovendo esattamente verso la distruzione dello stato nazionale, obiettivo ben chiaro nelle strategie dei suoi sponsor internazionali. Lo stesso organo della Lega, Repubblica del Nord, ha pubblicato il 21 ottobre 1992 uno studio promosso dalla “Associazione Americana di Geografia” (che dovrebbe essere la National Geographic Society, un'istituzione che fa capo a diversi servizi di intelligence USA), la quale prevede entro sei anni la divisione dell'Italia in cinque repubbliche, Nord, Centro, Sud e le isole. Un progetto coerente col disegno leghista, tanto che l'organo del partito di Bossi se ne compiace, e con quello attribuito alla Mafia di cui ha parlato, in una udienza presso la Commissione Parlamentare Antimafia, il pentito Leonardo Messina. C'è di più: da Lombardia Autonomista del 29 luglio 1992 apprendiamo che la rivista americana Telos, diretta da Paul Piccone, giudica il modello leghista “generalizzabile a tutta Europa”. Piccone è noto per aver appoggiato le Brigate Rosse negli anni caldi del terrorismo italiano, sempre dalle colonne della rivista Telos, che a quel tempo era il punto di riferimento della sinistra “marxista” americana. Una costante, quindi, il sostegno alla destabilizzazione, condotto con un modus operandi che corrisponde alle classiche “covert operations” della CIA» (fonte: http://www.movisol.org/draghi3.html ).



    Dunque, i poteri forti assegnarono la guida della loro “creatura” (la Lega Nord) a uomini di fiducia, rodati, abituati ad “eseguire”. Abitudini fatte proprie ed ereditate in ambienti ideologici socialisti e comunisti (anche socialismo e comunismo sono figli dei circoli carbonari). Sono numerosi i dirigenti della Lega della prima ora con alle spalle una militanza giovanile nelle file della sinistra e o dell’estrema sinistra. Nel 1974-75, lo stesso Umberto Bossi fu tesserato nella sezione di Verghera (Samarate) del PCI. In un rapporto della CIA del 12 giugno 2001, si spiega che



    «Bossi è stato attratto dalla politica fin da giovanissimo, partecipando al movimento studentesco di sinistra del 1968. In seguito ha militato in rapida successione: nel gruppo comunista de Il manifesto, nel partito di estrema sinistra PdUP, nell’associazione dei lavoratori cattolici di sinistra ACLI e nei Verdi».



    Il più volte ministro Roberto Maroni fu invece giovanissimo marxista-leninista prima, poi comunista di Democrazia Proletaria fino al 1979. Non mancano poi ex-socialisti come Ettore Albertoni e Giovanni Meo Zilio (non si dimentichi che il Federalismo era nei programmi di Pannella dagli anni Cinquanta). Qualcuno potrebbe obiettare che anche Mussolini partì da sinistra (socialismo). È però in questo caso vero che il Duce si ravvide, tanto da tagliare i fili che lo legavano ai “burattinai” che lo avevano sostenuto e strumentalizzato, tant’è che fu punito con la morte e relegato alla damnatio memoriae. Bossi, Maroni e compagnia, partirono da sinistra per passare infine al “turbo”-capitalismo, come ad essi comandato dai “poteri forti”, detentori dell’alta finanza capitalista apolide. L’equazione Lega Nord = poteri forti è confermata nelle dichiarazioni che nel 1993 il collaboratore di giustizia Leonardo Messina rilasciò ai PM di Palermo:



    «Leonardo Messina disse che con i suoi colleghi di Cosa Nostra gli era capitato di parlare di Bossi, che nell’autunno del 1991 era stato a Catania. “Io lo consideravo un nemico della Sicilia”, diceva Messina. “Perché un’altra volta che viene qua non lo ammazziamo?”. Gli altri lo fermano: “Ma che sei pazzo? Bossi è giusto”. E poi gli spiegano di aver saputo da Totò Riina che non tanto Bossi, quanto il senatore Miglio, era collegato a “una parte della Democrazia cristiana e della massoneria che faceva capo all’onorevole Andreotti e a Licio Gelli”. E che era in corso un lavoro, a cui erano impegnati “Gelli, Andreotti e non meglio precisate forze imprenditoriali del Nord interessate alla separazione dell’Italia in più Stati”, con “anche l’appoggio di potenze straniere”. “Dopo la Lega del Nord sarebbe nata una Lega del Sud, in maniera tale da non apparire espressione di Cosa Nostra, ma in effetti al servizio di Cosa nostra; ed in questo modo noi saremmo divenuti Stato”. Scrivono i magistrati: “Uno dei protagonisti dell’operazione sarebbe stato Gianfranco Miglio”» (fonte: Il Fatto quotidiano, 16 settembre 2010)».



    In conclusione, dall’esperienza leghista i movimenti patriotici ed identitari, invisi alle consorterie mafiose massoniche, hanno il dovere di contribuire attivamente alla proposta e all’elaborazione di soluzioni consolidate ed adeguate ai tempi, senza dare spazio a sensazioni deleterie di presunte superiorità razziali degli italiani “nordici” rispetto agli italiani del resto d’Italia, percezione a fondamento della fantomatica quanto controproducente secessione leghista. Occorre tenere conto della storia dell’Italia, un passato fatto di comuni e ducati che non avrebbero avuto continuità alcuna con un’illogica secessione, la quale avrebbe solamente peggiorato le ferite lasciate aperte dal Risorgimento italiano (massonico). Secessione che indebolirebbe irreversibilmente i popoli italiani. Se infatti grandi e potenti nazioni come l’Italia e la Germania degli anni Venti dovettero soccombere all’attacco congiunto di tutti gli eserciti del mondo, chiamati ad ubbidientissima raccolta dall’alta finanza apolide per porre fine alle dittature meritocratiche europee, ree d’aver tentato di restituire al popolo l’inalienabile sovranità, come potrebbe la supposta nazione divisa in macronazioni contrapporsi al gigante Golem? Forti del nostro passato storico, sarebbe logico: estendere le autonomie di cui solo cinque regioni italiane godono, a tutte le altre, eliminando le inutili e dispendiose province; ristatalizzare aziende di trasporto, ferrovie, traghetti; incentivare aziende per poste e telecomunicazioni; opporsi all’idea di parziali o intere privatizzazioni dell’azienda sanitaria; remunerare le casalinghe con uno stipendio mensile. Durante gli anni Ottanta e Novanta non si è fatto altro che demonizzare scientificamente l’aziendalismo statale, con strategie volte a sollevare l’indignazione per una sommaria idea di un parassitismo dei dipendenti statali. La privatizzazione delle aziende di Stato ha comportato la loro svendita a cittadini o aziende riconducibili ai soliti noti vampiri usurai. Nessun guadagno per lo Stato, anzi: gli utili vengono incassati dai privati, le perdite sono invece a carico di Pantalone, cioè lo Stato. I pochi provvedimenti segnalati costituirebbero un’ottima base di partenza in grado di giovare a tutte le regioni italiane.



    Emilio Giuliana
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    lunedì 9 aprile 2012

    Irresponsabili traditori

    Con l’arrivo di Monti a Palazzo Chigi, la classe politica italiana ha perso ogni parvenza di dignità, di valore e di idealità. Lo ha certificato lo stesso Monti, a parole e nei fatti. Prima chiarendo fin da subito che il suo governo doveva rispondere ai mercati internazionali (mica ai cittadini, al popolo, alla nazione, allo Stato…), poi con una raffica di misure contro le famiglie (pagamenti “di plastica” obbligatori per transazioni superiori ai 1˙000 euro, aumenti di 2 punti dell’Iva, della benzina, dei biglietti di treni, autostrade, trasporti urbani, parcheggi, delle tariffe elettriche, annichilimento delle aspettative previdenziali e retributive, reintroduzione dell’Ici, ora Imu, con relativa rivalutazione catastale, senza scordar la “perla” della requisizione per decreto di 2˙600 miliardi di lire circolanti e non ancora convertite) che a tutto servono tranne che a finanziare nuove iniziative di crescita, ma giusto giusto per ripagare gli interessi maggiorati degli speculatori che hanno spinto alle stelle il rendimento dei titoli italiani.

    Anche il meno economicamente alfabetizzato capisce che tutte le misure sin qui imposte avrebbero portato dritte dritte alla recessione (ed infatti, ora che ci siamo, qualcuno a denti stretti lo ammette, ma senza far troppo rumore…) e che imporre nuove prevedibili stangate (anche se Monti nega la necessità di misure finanziarie aggiuntive) in fase recessiva non è certo il modo migliore per garantire ripresa, rilancio e sviluppo.

    Non sono “sacrifici indispensabili” per l’Italia, ma per i fondi internazionali e per le banche.

    Il direttivo della Banca Centrale Europea ha messo a disposizione delle banche 1˙000 miliardi di euro in due distinte fasi, a dicembre e a fine febbraio, prestiti triennali al tasso d’interesse dell'1%. Intorno ai 140 miliardi di euro la quota che si sono arraffate le banche italiane. Ma di quei soldi le imprese e i cittadini italiani non ne hanno visti, se non le briciole delle briciole, gravate tra l’altro, nei sempre più rari casi d’accesso al credito, di interesse che vanno dal 4 al 9%: quei soldi in realtà le banche li hanno utilizzati per ripatrimonializzarsi e rifarsi delle perdite subite negli ultimi anni in conseguenza di speculazioni e di operazioni andate a male.
    Non ci è sfuggito il fatto che nei primi giorni di gennaio, il governo, attraverso il Ministero del Tesoro, ha «estinto una posizioni in derivati che aveva con una delle grandi investment bank americane»: si tratta della potente Morgan & Stanley. Ovviamente né dalla super-banca d’investimenti americana né dal Tesoro alcuna precisazione sull’operazione, che ha movimentato verso le casse del colosso finanziario qualcosa come due miliari e mezzo di euro. Nessun chiarimento sul perché sia stata favorita Morgan & Stanley a fronte del fatto che anche Goldman & Sachs, Bank of America, Citigroup e JP Morgan Chase hanno una enorme esposizione sui derivati nei confronti dell’Italia (vantano un totale di 19,5 miliardi di dollari, cifra che arriva a 31 miliardi se si sommano anche i crediti vantati dalle banche europee). Chissà qual è la posizione italiana verso la finanza mondiale nel rischioso mercato dei derivati? Sarebbe lecito saperlo!
    Tra le altre curiosità spicca il fatto, certamente fortuito, che all’epoca della stipula dell’accordo, a capo dello staff tecnico del Ministero c’era Mario Draghi, era il lontano 1994. Prima del 2009, il figlio dell’attuale premier, Giovanni Monti, è transitato proprio da Morgan & Stanley, dove s’è occupato in particolare di transazioni economico-finanziarie sui mercati di Europa, Medio Oriente e Africa. Conflitti d’interesse? Manco a parlarne.

    Il commissariamento dell’Italia è palese, così com’è palese la sospensione della “democrazia” (proprio Monti, incalzato in un duro faccia a faccia dal deputato europeo Nigel Farage, ha risposto «la democrazia deve essere sospesa» per risolvere la grave crisi che scuote l’Europa).

    Curiosamente quelli che di solito vanno in estasi al solo sentire il termine democrazia, quelli che la portano in palmo di mano tanto da averne aggettivato anche il proprio contenitore politico, dopo avere plaudito e brindato il 9 Novembre 2011 alla caduta di Berlusconi-pericolo-per-la-democrazia sulle note di “Bella ciao”, oggi non battono ciglio, anzi, sostengono il governo delle banche e dei grandi speculatori.

    Un governo di “professori” dell’appropriazione (del risparmio privato), degli espedienti (contabili) e della svendita (dei settori strategici), nel solco della miglior tradizione dei Prodi e dei Ciampi.
    Commissari eletti da nessuno, e quindi rappresentanti di nessun cittadino italiano, ci impongono tasse, con l’avvallo di una pletora di cortigiani che si vorrebbero politici!
    Quelli che “per senso di responsabilità” appoggiano questo “colpo di Stato” di basso profilo!
    Questi rappresentanti del peggior cupio servendi italiota che nei secoli ci ha reso più volte servi e zimbelli dello straniero! Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello…per dirla con le parole del Sommo Poeta, che qualche zelante professionista dell’antirazzismo vorrebbe addirittura censurare nel segno della dittatura dei “diritti umani”…

    No taxation without rappresentation, nessuna tassazione senza rappresentanza, fu lo slogan che infiammò la rivolta delle colonie britanniche d’oltreoceano che portò alla Guerra d’Indipendenza americana. Strano non se ne ricordino questi centro-destri/centro-sinistri tutti devotamente proni all’icona democratica a stelle e strisce! Troppo impegnati a sostenere lo sceriffo di Montingham, per “responsabilità” ovviamente, tradendo così il loro mandato, i loro elettori e i cittadini italiani. Ma tradire è un verbo mai fuori moda per una classe politica allevata nella Repubblica “democratica e antifascista”.

    Guy Fawkes
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    venerdì 6 aprile 2012

    Progetto Nazionale presenta il candidato Massimo Piubello



    COMUNICATO STAMPA

            Associazione Culturale Progetto Nazionale Fiamma Futura




    PROGETTO NAZIONALE PRESENTA IL CANDIDATO MASSIMO PIUBELLO



    Verona, Venerdì 6 Aprile 2012


    Sabato 7 Aprile, alle ore 11, presso il Bloom Food and Caffé in Piazza Erbe, Progetto Nazionale Fiamma Futura presenterà il proprio candidato al Consiglio comunale Massimo Piubello e gli altri candidati per le Circoscrizioni.

    Progetto Nazionale coglie l’occasione per ribadire il proprio convinto sostegno alla ricandidatura del sindaco uscente, Flavio Tosi, e alla “Civica per Verona-Tosi Sindaco”, nella consapevolezza che molto rimane ancora da fare (e perché no, da migliorare) in prosecuzione degli obbiettivi precedentemente prefissati.

    Nell’evidenziare che Progetto Nazionale Fiamma Futura mantiene una propria visione autonoma e peculiare su determinati punti della vita politica e amministrativa, che ci riserviamo, come sempre, di far emergere qual’ora lo valutassimo giusto e doveroso, riteniamo la figura di Flavio una candidatura autenticamente credibile, veronese e popolare.

    Ravvisiamo nell’amministrazione Tosi e nella figura del Sindaco, le condizioni per poter operare in maniera propositiva e costruttiva, che è quello che ci interessa, non essendo noi abituati ad abbaiare alla luna o a fare promesse campate in aria.

    Progetto Nazionale porta avanti una propria piattaforma programmatica indirizzata prevalentemente al sociale e alla preferenza nazionale, che ci impegna nei confronti dei nostri associati, simpatizzanti ed elettori; alle nostre capacità, all’abilità dei nostri candidati - e compatibilmente alle contingenze oggettive - la possibilità di renderla concreta.

    Tutto il nostro impegno sarà quindi rivolto all’elezione dei nostri candidati, in linea con quella che è stata la positiva esperienza di Andrea Miglioranzi in Comune e dello stesso Massimo Piubello in 5ª Circoscrizione, che ha permesso a noi di crescere e maturare esperienza, ma soprattutto di dimostrare coi fatti in questi 5 anni la nostra politica del 100% in termini di presenza e di impegno, per i cittadini veronesi e per la nostra città.

    I Circoli veronesi di Progetto Nazionale Fiamma Futura

    www.fiammaverona.it - info@fiammaverona.it - Sede provinciale: Viale del Commercio n. 53 37135 Verona
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    INIZIATIVE DAL TERRITORIO
    NEWS DAI CIRCOLI

    AUTONOMIA

    di Emilio GIULIANA del circolo ‘Concilio di Trento’

    mp“A proposito di autonomia del Trentino da salvaguardare, per onestà intellettuale ritengo doveroso fare luce su alcuni aspetti etnici, storici, socio-economici (fortissimi interessi economici), che vengono ordinariamente taciuti o, in certi casi, ideati ad arte. La Costituzione italiana è concepita ed imposta con scientifica ideologia. La stella presente sul documento costituzionale della Repubblica non è casuale, costituendo essi infatti simbologia massonica. "

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    Tremonti: 4 in Storia!

    a cura dei circoli trevigiani di Progetto Nazionale

    mp“Tremonti sostiene che in Europa c'è il rischio che emerga un nuovo fascismo: il "fascismo finanziario"... Che l'ex ministro fosse ignorante in economia lo si sapeva, ma che non conoscesse nemmeno la Storia è una novità. Che c'entra il Fascismo con la finanza? "

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    ED ORA ANCHE LA LIBIA E' DEMOCRATICA

    Progetto Nazionale RivadelGarda

    mp“Dopo la morte di Gheddafi è scoppiato il solito dibattito tra chi vorrebbe santificarlo e chi invece cerca di distruggere sempre più la sua figura e far passare la guerra che va concludendosi come una vera e propria guerra santa. Per analizzare bene i fatti bisogna fare un passo indietro: Mu'ammar Gheddafi ha preso il potere a fine agosto del 1969 con un colpo di stato aiutato dall’esercito e dava così vita al regime libico. Il 21 luglio 1970 emana una legge che confisca tutti i beni appartenenti agli italiani residenti in Libia ed entro il 15 ottobre dello stesso anno questi ultimi sono costretti ad andarsene, saranno circa 20.000 gli esuli. Negli anni settanta/ ottanta Gheddafi è tra i principali finanziatori di gruppi terroristici in giro per il mondo. "

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    Onore a Muammar Gheddafi!

    Tratto dal sito del circolo "Domus Scaligera"

    mp“Hanno assassinato Gheddafi. Il Raìs di Libia è morto e noi assistiamo ancora una volta, l’ennesima, allo scempio, al vergognoso oltraggio, alla mistificazione della storia di un Capo di Stato. Nessun rispetto di fronte ad una morte che, se paragonata alla fine media dei nostri politici, esigerebbe onore; una morte che, in quanto tale, dovrebbe quanto meno imporre rispetto. Indipendentemente da cosa si pensi del morto! "

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